Il presente decreto disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano al fine di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la pulizia.

Ai fini del presente decreto, si intende per “acque destinate al consumo umano”:

Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. Non devono, quindi, contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A e B della Tabella All. I parte A e B, consultabile nel testo integrale del D. lgs. 31/01.

Il controllo di routine mira a fornire ad intervalli regolari informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano nonché informazioni sull’efficacia degli eventuali trattamenti dell’acqua potabile (in particolare di disinfezione), per accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano o no ai pertinenti valori di parametro fissati dal presente decreto. Vanno sottoposti a controllo di routine almeno i seguenti parametri:

– Alluminio, necessario solo se usato come flocculante o presente, in concentrazione significativa, nelle acque utilizzate.
– Ammonio
– Colore
– Conduttività
– Clostridium perfringens (spore comprese), necessario solo se le acque provengono o sono influenzate da acque superficiali
– Escherichia coli (E. coli)
– Concentrazione ioni idrogeno
– Ferro
– Nitriti
– Odore
– Pseudomonas aeruginosa, necessario solo per le acque vendute in bottiglie o in contenitori.
– Sapore
– Conteggio delle colonie a 22°C e 37°C, necessario solo per le acque vendute in bottiglie o in contenitori.
– Batteri coliformi a 37°C
– Torbidità
– Disinfettante residuo (se impiegato)

Il controllo di verifica mira a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro contenuti nel decreto sono rispettati. Tutti i parametri fissati sono soggetti a controllo di verifica, a meno che l’Azienda unità sanitaria locale competente al controllo non stabilisca che, per un periodo determinato, è improbabile che un parametro si trovi in un dato approvvigionamento d’acqua in concentrazioni tali da far prevedere il rischio di un marcato rispetto del relativo valore di parametro.

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